Gestione identità

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L’esigenza di disporre di strumenti per l’identificazione certa degli individui sia nel mondo fisico che in quello virtuale è sempre più sentita.

La sempre maggiore diffusione di servizi basati su transazioni effettuate in rete (servizi online) erogati sia dalla pubblica amministrazione che da soggetti privati - che auspicano di poter usufruire, per i loro servizi online, degli strumenti di identità digitale messi a disposizione della pubblica amministrazione - rende sempre più attuale il tema della gestione delle identità digitali.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), sancisce che l’identificazione informatica di un soggetto consiste nella validazione dell’insieme di dati attribuiti in modo esclusivo ed univoco ad esso, consentendone l’identificazione nei sistemi informativi. L’identificazione deve essere effettuata attraverso opportune tecnologie atte a garantire la sicurezza dell’accesso. Ai sensi dell’articolo 64 del CAD, le amministrazioni possono consentire l’accesso ai servizi on-line che richiedono l’identificazione informatica, oltre che mediante la carta di identità elettronica (CIE) e la carta nazionale dei servizi (CNS), anche utilizzando strumenti diversi di identificazione certa del soggetto richiedente. Pertanto, nulla osta a che le amministrazioni pubbliche rendano disponibili sistemi di identificazione informatica alternativi, purché consentano l’accesso ai servizi anche con carta di identità elettronica e carta nazionale dei servizi.

L’aumento continuo dei viaggiatori e degli spostamenti internazionali ha portato alla diffusione di documenti d’identità e di viaggio elettronici, quali passaporto, carta d’identità, permesso di soggiorno, strumenti che garantiscono una maggiore sicurezza fisica e logica, in quanto contengono nel chip alcuni dati biometrici (impronte digitali e immagine del volto) del titolare del documento, riducendo così i rischi di utilizzo fraudolento e di falsificazione. Oltre ad aumentare la sicurezza, i documenti elettronici/biometrici consentono di agevolare i controlli alle frontiere mediante l’utilizzo di varchi automatici in grado di verificare automaticamente l’autenticità dei documenti, l’identità del soggetto e la corrispondenza fra titolare ed esibitore.

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