Comunità Intelligenti: visione concettuale e raccomandazioni alla pubblica amministrazione

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La qualità delle infrastrutture per la trasmissione e gestione dei dati sempre più incide sulla efficacia ed efficienza dei servizi offerti ai cittadini nelle zone urbanizzate. Tuttavia sembra indispensabile agire anche sulla qualità delle informazioni e della conoscenza da essi generate.
È in questa prospettiva che il paradigma di Comunità Intelligenti e quello più particolare di Smart City sono stati introdotti come strumento concettuale al fine di promuovere ed implementare, in modo unitario, alcuni dei fattori di qualificazione e competitività delle aree urbanizzate.
La Pubblica Amministrazione riveste ruoli importanti in questo scenario essendo: promotore di interventi coordinandone lo sviluppo, svolge compiti di integrazione delle diverse iniziative, detentore di dati ed informazioni rilevanti in quantità e qualità, utente qualificato dei servizi offerti dalle comunità intelligenti, soggetto finanziatore di servizi e delle infrastrutture a loro supporto, fino a possibile partner degli operatori del settore.

Da parte di molte Amministrazioni, quali soprattutto gli Enti Locali e le realtà collegate, è emerso l’interesse per una migliore comprensione delle problematiche tecnologiche, organizzative, economiche e legali legate all’adozione di modelli e servizi di comunità intelligenti e smart city.
L’allora DigitPA, ora Agenzia per l’Italia Digitale, attraverso le sue diverse funzioni istituzionali (consulenza e proposta, emanazione di regole, standard e guide tecniche, di predisposizione, realizzazione e gestione di interventi e progetti di innovazione) intende svolgere in questo settore una attività di conoscenza delle specificità proprie delle comunità intelligenti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Per questi motivi l’allora DigitPA ha costituito un Gruppo di Lavoro con l’obiettivo di condurre l’analisi dello stato dell’arte, i modelli di servizi e competenze, le necessità di regolazione e normativa e gli eventuali rischi legati al paradigma delle Smart city e comunità intelligenti, con particolare attenzione ai requisiti della Pubblica Amministrazione, al fine di proporre un documento di sintesi ed una serie di raccomandazioni per le Amministrazioni. Partecipano al Gruppo di Lavoro rappresentanti nominati dal Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Scientifica, del CNR, dell’ Arma dei Carabinieri, dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, della RAI, e rappresentanti nominati dagli operatori di mercato come Assintel, IBM, Telecom Italia, CapGemini, CISCO, Technolabs ed altri.

Lo schema di documento e’ stato sottoposto a consultazione pubblica durante il mese di agosto 2012. Sono state ricevute diverse osservazioni che, sono state valutate e recepite nel testo. Il 2 ottobre 2012 il Gruppo di lavoro ha fatto proprie all’unanimita’ le modifiche del testo e lo ha proposto alla Agenzia per l’emanazione e pubblicazione.

Il documento emanato dal titolo “Architetture informative per le Comunità Intelligenti: visione concettuale e raccomandazioni alla pubblica amministrazione” e’ reso pubblico e disponibile in formato .PDF a fondo pagina. Esso sviluppa raccomandazioni e proposte relativamente a:  architettura di riferimento del modello delle Comunità intelligenti e Smart Cities, individuazione, classificazione e stratificazione tra sorgenti informative, aggregazione delle informazioni e loro distribuzione, livelli di interfacce standard da definire. Nello schema di documento viene definito anche un modello di governance dell’intero sistema. Nel testo vengono segnalate le possibili sinergie con SPC sia nel modello di governance che negli aspetti di normazione.

Il documento e’ allineato con quanto contenuto sull’argomento nel secondo Decreto Crescita "Misure urgenti per l’innovazione e la crescita: agenda digitale e startup" approvato dal consiglio dei Ministri il 4 ottobre 2012.

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